Preistoria

Evoluzione dell'uomo

Dopo lo sviluppo delle prime forme viventi, ovvero batteri e alghe formatesi circa 3 miliardi di anni fa, comparvero pesci, anfibi, rettili, mammiferi, uccelli e piante.
L’uomo è il prodotto di una lunga evoluzione.
Tra i mammiferi terrestri, quelli che più si adattarono all’ambiente naturale, furono i primati, una categoria di mammiferi di cui fanno parte anche le scimmie . Dai primati si formò una specie di scimmia chiamata antropoide. La separazione tra le scimmie e gli ominidi avvenne fra i 7 e i 5 milioni di anni fa.
Da un ramo di questa specie animale 4.2 milioni di anni fa si svilupparono gli australopitechi, un tipo di scimmie simili all’uomo; erano alte circa un metro ed erano caratterizzate dal bipedismo, non sapevano costruirsi un riparo ma usavano pietre taglienti e rami trovati in natura per sopravvivere.

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L'uomo nel tempo

Tra 2.5 e 2 milioni di anni fa arrivò l’homo habilis, cioè capace di usare le mani; egli fabbricava i primi strumenti con la pietra e sapeva costruirsi un riparo.
1.8 milioni di anni fa, in Kenya, si sviluppò l’homo ergaster, che aveva una struttura corporea moderna e un cervello molto sviluppato.
Migrando, l’homo ergaster diventò l'homo erectus, che si muoveva saldamente sulle gambe, era capace di conservare ma non di accendere il fuoco ed era in grado di fabbricare oggetti taglienti più raffinati.
In Europa e in Asia occidentale, tra 250 mila e 25 mila anni fa, visse l’uomo di Neanderthal; egli aveva gli arti tozzi, un cervello più grande del nostro e un corpo massiccio; era un bravo cacciatore e seppelliva i propri morti.
In Africa, tra 200 e 150 mila di anni fa, si sviluppò l’homo sapiens; aveva un corpo più piccolo di quello dell’uomo di Neanderthal, ma era più intelligente e organizzato. Egli creò un linguaggio evoluto e sviluppò capacità artistiche.
L’uomo riuscì a sopravvivere grazie a delle peculiarità quali: il bipedismo, che gli consentiva di avere un campo visivo maggiore e di avere le mani libere per impugnare armi, la capacità di utilizzare il fuoco, che gli permetteva di riscaldarsi e allontanare gli animali, e un cervello abbastanza sviluppato da permettergli di creare un linguaggio e di ricordare le conoscenze apprese.


Il Paleolitico

Il Paleolitico (dal greco palaios, "antico", e lithos, "pietra", ossia età "della pietra antica") è il periodo più antico della storia dell’uomo. Il paleolitico iniziò 3 milioni di anni fa, fino al 10.000 a.C. Circa. È un periodo molto lungo durante il quale si compie l’evoluzione dell’uomo che divenne capace di sfruttare risorse naturali ma anche di modificare l’ambiente con la fabbricazione di armi, uso del fuoco, costruzione di abitazioni e di altri manufatti. Tra le varie tecniche, la piu importante fu quella di accendere e conservare il fuoco. l’utilizzo del fuoco consentì di cuocere gli alimenti rendendo il cibo piu assimilabile. Il fuoco svolgeva inoltre un ruolo importante nella caccia e nella difesa di feroci animali. La comunicazione avveniva in una forma più evoluta: il linguaggio, che permetteva una più sistematica trasmissione di quanto veniva via via aquisito. Gli uomini vivevano cacciando e raccogliendo vegetali. Si spostavano continuamente per seguire le prede cioè erano nomadi e vagavano tra foreste e praterie, poi cominciarono a trovare riparo in caverne naturali. vivevano in gruppo di poche decine di individividui e poi sono nate le organizzazioni sociali (uomini cacciavano e donne raccoglievano vegetali).Man mano che l’uomo si evolveva nell’aspetto fisico e nel cervello, si evolveva anche la sua capacità di vivere con gli altri e di apportarsi con loro. I primi gruppi furono i clan, cioè le famiglie legate da parentela. Per affrontare difficoltà sempre maggiori, come ad esempio le migrazioni verso nuove terre di caccia, più clan cominciarono ad unirsi e si formarono le tribù.

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L’uomo imparava a “volere bene”; nasceva in lui il desiderio di stringere legami, di creare un gruppo non solo per essere più forti, ma anche per il solo desiderio di stare con gli altri. I reperti ritrovati ci indicano che, con il passare del tempo, nei nostri antenati si rafforzò sempre più la vita di gruppo, dove ognuno aveva un suo compito. Gli uomini si dedicavano alla caccia e le prede venivano divise fra tutti; la stessa cosa succedeva per i frutti, raccolti dalle donne.L’uomo poi iniziò a rappresentare oggetti, animali e situazioni sulle pareti delle caverne dove trovava rifugio. Sono stati rinvenuti infatti numerosi resti di pitture rupestri e graffiti che, per lo più, rappresentano situazioni di caccia. Con il rafforzarsi dei legami affettivi cambiò anche l’atteggiamento nei confronti dei defunti. All’inizio la persona morta veniva abbandonata e diventava facile cibo per i predatori. Le prime sepolture risalgono più o meno all’Homo sapiens. Molto spesso i corpi venivano sepolti in posizione fetale, come sta il bambino nella pancia della mamma. A volte sono stati ritrovati degli oggetti accanto alle ossa e, in alcuni casi, addirittura resti di fiori.


Il Mesolitico

arte rupestre
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cacciatore con arco

Intorno al 10 000 a.C. terminò la prima glaciazione e l’aumento della temperatura modificò radicalmente l’ambiente e l’aspetto del paesaggio della Terra. Le zone dell’Asia e del Nord America divennero meno fredde e inoltre grazie alle abbondanti piogge si diffusero foreste e praterie. Nelle zone tropicali il clima divenne secco, le piogge scarse e si estesero i deserti.
L’uomo si adattò al nuovo ambiente, ma con grandi difficoltà. Innanzitutto i cacciatori dovettero abituarsi alla scomparsa degli animali di grossa taglia, infatti crearono l’arco, un’arma che gli permetteva di cacciare animali piccoli e veloci da grandi distanze e con grande precisione. Inoltre l’uomo si dedicò sempre più alla pesca e alla raccolta.
Il clima divenuto più mite, permise la diffusione di cereali che crescevano spontaneamente come l’orzo e il grano. L’uomo iniziò a raccogliere questi cereali e lentamente iniziò ad abitare nei posti dove questi cereali crescevano in abbondanza iniziando a diventare più sedentario.
Quando l’uomo iniziò a vivere stabilmente in un luogo cominciò anche ad addestrare alcuni animali, come il cane: che gli uomini utilizzavano per cacciare, stanare e inseguire le prede inoltre i cani difendevano l’uomo da animali più ostili.
Con l’aumento della varietà del cibo la sopravvivenza si fece meno complicata e i gruppi umani si fecero man mano più numerosi.
dopo alcuni anni, l’uomo imparò a dominare le nuove risorse e divenne da predatore e consumatore di cibo, anche un produttore.

Il Neolitico

La fase neolitica cominciò circa 8000 anni fa, quando cominciarono ad essere coltivati i primi cereali; per alcuni popoli durò fino al 3000 a.C., mentre per altri popoli durò altro tempo.
In quest’epoca avvennero diversi cambiamenti tecnologici, il più importante è la pratica dell’agricoltura, che rimase l’attività fondamentale dell’uomo fino all’industria. Possiamo parlare di rivoluzione agricola, infatti ci fu una rottura col passato, poiché l’uomo cominciò a ricavare risorse dalla natura.Si pensa che siano state le donne a inventare l’agricoltura, grazie alla loro esperienza nella raccolta di semi, che poi interrarono.

La diffusione dell'agricoltura
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L’agricoltura si diffuse inizialmente nella “mezzaluna fertile"(la Mesopotamia, i territori sul Nilo, la Palestina, la Siria e gli altopiani della Turchia formano la mezzaluna fertile, una zona dove i fiumi straripano e rendono fertile il terreno) e poi lentamente verso l’Europa.
Insieme all’agricoltura si sviluppò l’allevamento di ovini, suini e bovini, dai quali si ricavava cibo, lana, latte e forza lavoro. Queste due attività permisero il perfezionamento di alcune tecniche e nuove scoperte tecnologiche: cominciarono ad affilare le pietre per macellare gli animali o raccogliere i cereali e inventarono l’aratro, fondamentale per coltivare il terreno. Dal 5000 a.C. vennero usati recipienti in terracotta e si crearono degli indumenti diversi dalla pelle di animale, grazie al telaio. La pesca venne intensificata e nel 3500 a.C. l’invenzione della ruota facilitò i trasporti.


Divisioni sociali

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Divisioni sociali nel paleolitico
I nostri progenitori vivevano in gruppo . fin dalle più remote fasi del paleolitico è attestata per gli uomini l’esistenza di una divisione sociale, per la maggior parte del paleolitico gli uomini erano vissuti in gruppi di poche decine di individui e dovevano anche rispettare alcune regole.

Divisioni sociali nei villaggi
Ogni villaggio era abitato da decine di famiglie. Il potere all’ interno di ogni famiglia spettava al capo, che era il maschio più anziano. Al di là di questa divisione di poteri gli abitanti del villaggio neolitico, si dividevano anche in base alle attività necessarie al sostenimento collettivo (come per esempio: raccolta, agricoltura, allevamento, ecc…).

Divisioni sociali nelle città

Anche nelle città come nei villaggi, gli abitanti si dividevano in base alle attività al sostenimento collettivo.