La nascita delle poleis

Il territorio greco e la nascita delle poleis

Vaso a figure nere
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una nave greca con il suo equipaggio

La Grecia è la punta estrema della penisola balcanica e si presenta con le coste che sono molto frastagliate e il mare s’insinua profondamente. Ma all’interno il paesaggio è molto diverso. Il territorio: è attraversato da alte catene montuose e i pochi corsi d’acqua sono torrenti, le vallate sono strette e poco fertili, le montagne povere di boschi. Il clima è molto caldo d’estate, freddo e piovoso d’inverno. A causa di queste caratteristiche, le zone coltivabili sono poche e il loro rendimento non può essere aumentato, perchè in Grecia non vi sono fiumi perenni. I cereali possono essere coltivati solo nelle vallate, nelle zone più aride si trovano la vite e l’ulivo. Le zone montuose offrono pascoli per il bestiame. Questa conformazione del suolo ha influenzato la storia greca. Infatti, la natura favoriva il frazionamento politico in comunità autonome; inoltre la scarsità di terre rappresentava un problema non appena la popolazione aumentava. Per questo motivo in Grecia si sviluppò una forma di città-stato. Per gli stessi motivi i greci cercarono nuove terre e migrarono nelle aree del Mediterraneo. Nella storia greca il mare fu un elemento molto importante, proprio perché il mare era ricco di pesci e questo forniva cibo alla popolazione. Il mare fu anche un importante via di comunicazione, che favorì gli scambi commerciali. Le isole forniscono poi punti d’approdo comodi. I greci svilupparono abilità marinaresche. Di fronte ad una crisi politica era sempre possibile prendere il mare e trasferire in terre più libere e ospitali. Inoltre la storia della Grecia fu segnata da due grandi ondate migratorie: la prima portò i greci (eoli e ioni) verso oriente; la seconda li spinse verso occidente (tra 800 e il 600 a.C.).

Carta geografica della Grecia
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Alla fine del Medioevo ellenico, il mondo greco cominciò a uscire dall’isolamento. La tecnologia del ferro consentì la fabbricazione di attrezzi agricoli, così la produzione agricola divenne abbondante. Dall’800 a.C., all’interno delle tombe fanno la comparsa modellini di terracotta. Con l’aumento della produzione agricola ci fu maggiore disponibilità di cibo e la popolazione poté crescere di numero. Furono riallacciati gli scambi commerciali con i Fenici, i greci appresero da loro tecniche di costruzione delle navi e l’uso della scrittura alfabetica. Inoltre riprese consistenza l’artigianato. Ci fu un aumento rilevante della popolazione. Le comunità greche cominciarono dunque a crescere e i loro abitanti s’impegnarono in attività economiche e commerciali complesse. Quando i gruppi organizzati di persone che vivevano nello stesso luogo si trovarono a essere assai più numerosi di un tempo, allora era necessario stabilire alcune regole che cominciassero a offrire ai più deboli un minimo di garanzia. La nuova struttura sociale che nacque per rispondere a queste necessità fu la polis (parola greca che significa città).


Le poleis

La polis
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La polis era una città fortificata contenente il palazzo del re e il luogo di culto religioso, e comprendeva il centro urbano e le campagne che si trovavano nei dintorni.
Essa, per i greci, era un insieme di cittadini che si riunivano in assemblea per decidere insieme su come migliorare la vita degli abitanti delle poleis, era governata autonomamente; quindi le decisioni, per la prima volta, erano prese da tutti i suoi membri, cosicché il potere politico apparteneva a tutto il popolo (demos).
Prendere la parola in assemblea era un dovere fondamentale del cittadino: i greci, infatti, credevano che la parola fosse un arma fondamentale per conquistare e mantenere il potere.
Solamente i maschi liberi e adulti, di cui quelli attivi in assemblea e in grado di gestire attività pubbliche, avevano il diritto di cittadinanza nelle poleis. Le donne, pur essendo chiamate cittadine, non potevano partecipare alla vita pubblica.
Dire cittadino e suddito non era la stessa cosa, infatti il primo era un esponente del popolo sovrano mentre l’altro era la persona sottoposta al potere del sovrano.
Vi erano diverse forme di polis, le principali erano la polis monarchica, la polis aristocratica, e quella democratica.
Nella polis monarchica vi era un re (basileus) che veniva incaricato dal popolo di governare in nome loro. La polis aveva così un regime monarchico.
Si parla di regime aristocratico quando le poleis furono governate dai proprietari delle terre, cioè da un gruppo di nobili.
Alle forme di governo aristocratiche seguì la polis democratica, ovvero dove il governo cittadino viene assunto dal popolo e quindi le decisioni erano prese dai cittadini.
Nell'800 a. C. ci fu un esplosione demografica causata dalla nascita delle poleis, che spinse i greci alla colonizzazione di tutto il Mediterraneo.


La colonizzazione produce vitalità economica e importanti cambiamenti sociali

Le colonie Greche
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Grazie all'aumento della popolazione e la scarsità delle terre coltivabili i Greci dovettero lasciare il paese in cerca di altre terre da colonizzare. La proprietà delle terre e il potere politico era nelle mani di pochi aristocratici mentre la maggior parte della popolazione viveva in condizioni difficili. La polis aiutava a chi voleva migrare dando a disposizione una nave e una guida (ecista). Arrivati alla destinazione fondavano una nuova polis indipendente dalla madre patria. L’ecista dirigeva i lavori e distribuiva la terra ai coloni. Parte degli abitanti poteva a sua volta allontanarsi e andare a fondare un’altra città altrove. Nelle loro navigazioni i greci si spinsero fino in Spagna, in Francia, in Corsica e sulle coste settentrionali dell’Africa. Verso oriente poi anche sulle coste del mar Egeo e del mar Nero. I Greci sceglievano le terre da colonizzare in base alle loro risorse naturali. La colonizzazione avvenne in modo pacifico anche se c’erano già altre popolazioni. I greci si stanziarono successivamente anche nell'Italia meridionale dove fondarono molte città, le più importanti sono: Taranto, Messina, Siracusa, Catania, Agrigento, Reggio Calabria, Gela, Crotone, Napoli, Pasteum e Ischia. Queste colonie sono diventate cosi tante che gli stessi Greci le chiamarono Magna Grecia

Le conseguenze economiche e sociali

L’espansione coloniale non influenzò solo le terre colonizzate ma anche per la stessa storia greca. La presenza di colonie lungo le coste del Mediterraneo e del Mar Nero dette un forte impulso ai traffici commerciali che furono facilitati dall'introduzione della moneta. Lo sviluppo dell commercio portò anche alla crescita della produzione artigianale (vasi, tessuti). La nuova vitalità economica produsse a sua volta profondi cambiamenti nella società greca. Dopo la nascita delle colonie, nella polis i problemi politici diventarono più grandi. Infatti, gli aristocratici avevano molte ricchezze e le cariche politiche più importanti, ma il popolo ora lottava per avere più potere nella città. Il popolo voleva migliorare le proprie condizioni di vita.I contadini impoveriti sempre di più finivano in schiavitù. Cosi crescevano le tensioni sociali.
Cambiarono anche le formazioni militari. Sempre più armati erano anche non solo aristocratici ma la gente comune (demos).Cosi diminuisce la cavalleria, ed aumenta falange oplitica( fanti appartenenti al demos). E quindi pretendevano più potere (governo democratico).
Da questa lotta nascono le leggi scritte: fino a quel momento, le leggi non sono scritte e solo pochi le conoscono. Le leggi scritte valgono per gli aristocratici e per il popolo e questo è il loro grande valore. Le prime leggi nascono in alcune città della Grecia e della Magna Grecia, tra il VII e VI secolo a.C. Le leggi non portano però la pace nelle città. Tra i secoli VII e VI a.C. nasce la tirannide in Grecia, in cui potere era esercitato dal tiranno (colui che si impadronisce del governo illegalmente). La tirannide in Grecia ebbe un valore diverso perché fu un’importante tappa di sviluppo verso la democrazia ed il tiranno contrastava il potere dell’aristocrazia e fungeva da protettore alle classi basse. Per cui il tiranno fu un elemento dinamico del sistema politico greco. I tiranni più importanti sono Pittaco (di Mitilene), Cipselo (di Corinto), Policrate (a Samo) e Pisistrato (a Atene nel 550 a.C.).


La cultura delle poleis

Zeus
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Una delle divinità della religione greca

Il mondo Greco, anche se diviso in molte poleis indipendenti, aveva comunque la consapevolezza di formare un'unità, che si contrapponeva al resto del mondo, abitato da quelli che i greci chiamavano barbari (tutti coloro ce non parlavano greco). Molti elementi univano le poleis: oltre il parlare la stessa lingua e derivare dalla stessa stirpe, i Greci erano uniti da una cultura comune. Essa era formata da comuni credenze religiose e pratiche di culto; da un complesso di racconti mitologici trasmessi tramite la voce dei poeti. La religiosità greca è un fenomeno molto complesso per molte ragioni: da un lato è l'unione di riti e di concezioni delle popolazioni che abitarono la Grecia in epoche diverse. Dall'altro una dipendenza dalle credenze popolari, che variano da regione a regione. Questo insieme di concezioni forma una specie di religione "ufficiale" che esprimeva il culto degli Dèi olimpici. La caratteristica fondamentale della religione greca è che gli Dèi sono simili agli umani: come gli uomini, essi derivano dalla stessa materia (kaos) ma, a differenza degli uomini, gli Dèi godono di un'eterna serenità nella loro dimora sul monte Olimpo. Oltre alla religiosità "ufficiale" comune, esisteva anche una religiosità pubblica specifica delle diverse città. Ogni polis aveva le proprie divinità protettrici e, per onorare quest'ultime, costruivano templi e celebravano feste cui partecipava l'intera comunità. I culti misterici (riti segreti ) erano paralleli alla religione "ufficiale": essi si praticavano in luoghi isolati dove si svolgevano cerimonie notturne, riservate solo alla cerchia dei fedeli, che potevano appartenere a qualsiasi condizione sociale e anche stranieri; a loro era promesso una vita di felicità dopo la morte.


Nasce la filosofia in Grecia

Socrate
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Statua neoclassica del filosofo greco Socrate,
esterno dell'Accademia di Atene in grecia

Anche nell’antica Grecia i suoi abitanti spiegavano la causa di alcuni fenomeni attraverso il mito (racconto fantastico che spiega le cause dei fenimeni naturali). Dal VII a.C. cominciò a nascere una ricerca a queste risposte attraverso un’indagine razionale che prese il nome di filosofia (amore per la sapienza). La “saggezza dei padri” venne sottoposta e analizzata con criteri logici e razionali e la verità doveva essere cercata attraverso il logos (la ragione). Il sapiente era colui che faceva del pensiero la sua attività. La culla dei filosofi diventò, tra il VII e il VI a.C., Mileto e i fisiologi si dedicarono all’indagine della natura. Diversi personaggi spiegarono che il principio del mondo era causato da un elemento: Aristotele spiegava l’essenziale, Talete pensava che fosse l’acqua, Anassimene l’aria, Ippaso di Metaponto e Eraclito d’Efeso il fuoco mentre Empedocle di Agrigento sosteneva che i principi erano l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra.