La Decadenza Delle Poleis e L'Età Di Alessandro Magno

Lotta per l'egemonia

La guerra del Peloponneso ha messo in evidenza il problema politico Greco. I greci si sentivano cittadini ma solo della propria polis. Non accettavano la supremazia degli altri e nemmeno la confederazione. Le polis erano indebolite e non erano in grado di difendersi dai nuovi e dai vecchi nemici che stavano alle porte della Grecia. A ovest c'erano i Persiani , a nord i Macedoni, a sud i Cartaginesi. Nel 404 a. C. Atene dovette arrendersi, le mura vennero distrutte e la lega di Delo venne disfatta. Il regime democratico venne sostituito da quello oligarchico (30 tiranni) che iniziarono ad uccidere gli esponenti democratici.

La Grecia e circondata da macedoni persiani e barbari
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Nel 403 a. C. Gli Ateniesi restaurano il regime democratico, proclamano amnista e condannano a morte solo chi era maggiormente compromesso, una vittima fu anche Socrate. Dopo che Atene prese il potere sparta impose il regime oligarchico alle polis sconfitte. Non durò tanto perché durante la guerra Sparta difendeva la libertà delle altre polis oppresse da Atene, ma dopo la guerra non aveva la forza di condurre una politica larga. Sparta voleva recuperare le città ioniche perse. Il re di Persia voleva mettere una contro l’altra le polis greche e, aiutarono gli Ateniesi con l’oro a ricostruire le lunghe mura e sognare ancora la grandezza. Quando la lega di Atene sembrava riformarsi Persia e Sparta fecero la pace (del grande re) in cambio dell’autonomia di alcune città greche, gli Spartani vendono le loro isole ioniche. Nel 386 a. C. Tutte le leghe dovevano essere sciolte.


La decadenza delle poleis

La Macedonia è situata sopra il mondo greco in una zona prevalentemente montuosa, dunque anche con poche città. Aveva un regime politico aristocratico nel quale contadini e pastori dipendevano dagli aristocratici, oltre ad essi c' era un re. Esso non era considerato un superiore ma un primus inter pares (primo tra uguali) e i nobili rispetto a lui erano etèri (compagni).I nobili e contadini scendevano in campo con funzioni diverse: i contadini erano i fanti, i nobili erano cavalieri.

La falange oplitica
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Nel corso del IV a. C. mentre le poleis greche stavano perdendo il loro potere i macedoni diventarono, al contrario, molto più forti. Infatti, guidata da Filippo II e poi dal figlio Alessandro, l' ascesa della macedonia fu rapidissima. Filippo II salì al trono nel 359 a. C. e fece una rivoluzione militare: la falange oplitica.
In essa i fanti stavano su sedici file disposti di armi efficacissime. Questa è molto efficace perché non si basava sul' abilità dei soldati ma sul' impatto con l' esercito nemico. Grazie a questa tattica l' impero macedone fece enormi espansioni. Filippo sottomise gran parte della penisola balcanica (per le vie marittime) penetrò in Tracia (per le miniere d' oro). L' obbiettivo del re macedone era quello di sottomettere le potenze della penisola greca. Approfittando delle tensioni tra le polis Filippo si insediò nel cuore della Grecia e, nel 346 a. C., prese il controllo della Tracia e della Beozia. Questa manovra del re macedone divise Atene in due partiti: i pacifisti filomacedoni e i radicali antimacedoni. I pacifisti filomacedoni accettavano il fatto di essere sottomessi ai macedoni solo in caso di un rapporto pacifico, i radicali antimacedoni, guidati da Demostene, erano disposti a difendere l' autonomia della città. Questi ultimi però dominarono e dunque i pacifisti vennero o esiliati o ridotti al silenzio.
Atene rimase fedele alla sua scelte a tal punto che si alleo con Tebe a condizioni gravose: accettò di riconoscere a Tebe l' egemonia sui greci, a condizione di averla al proprio fianco. Questa alleanza però non produsse molto perché Filippo sconfisse gli ateniesi, suo figlio, Alessandro Magno, appena diciottenne, sconfisse i tebani. Ciò determinò la fine della polis libera. Filippo convocò i rappresentanti di tutte le città greche costringendole ad unirsi sotto una lega (Lega di Corinto) proponendo il loro vecchio obbiettivo: tenere lontano il barbaro. Approfittando di ciò annunciò una grande spedizione contro la Persia. Durante i preparativi per quest'impresa Filippo fu assassinato, nel 336 a. C., da alcuni congiurati. Dunque dopodiché salì al trono il figlio Alessandro, il quale in soli tredici anni, fino alla sua morte, fece della macedonia un impero vastissimo e per questo fu chiamato Alessandro Magno “il grande”.


Alessandro Magno

Alessandro Magno
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Alla morte di Filippo ll, re di Macedonia, lo succedette al potere il figlio Alessandro,un ragazzo dotato di un intelligenza eccezionale e di notevoli capacità militari, ebbe come maestro Aristotele. Egli durante il suo regno diede vita a un immenso impero. L’inizio del regno di Alessandro fu difficile: alcune città greche, tra cui Atene e Tebe , credettero che con la morte di Filippo ll fosse giunto l’occasione per riprendersi la libertà, ma non fu cosi, infatti dopo tre giorni di assedio l’esercito macedone espugnò Tebe e la rase al suolo nel 335 a.C. La distruzione di Tebe fu un esempio per le altre città greche ed estinse ogni tentativo di ribellione.
Nel 334 Alessandro partì per la Persia e durante il suo viaggio sottrasse ad essa inizialmente il controllo del mare. Nel primo anno di guerra riuscì a conquistare l’Asia minore e a liberare le città greche della ionia, sbaragliò l’esercito persiano in Siria e penetro in Egitto, dove fu accolto come un discendente dei faraoni. Nel frattempo il re persiano Dario lll aveva radunato un nuovo esercito , e prima di iniziare una battaglia aveva tentato invano di stipulare un accordo con Alessandro, ma egli mirava ormai alla conquista totale dell’Asia.La vittoria definitiva sui persiani avvenne nel 331 a.C. a Gaugamela, l’impero persiano era ormai finito.
Alessandro non ancora contento delle sue conquiste decise di spingersi ancora più a oriente dove nel 326 a.C. sconfisse il re indiano Poro. Infine il suo esercito stremato dalla fame e dalle fatiche si rifiutò di proseguire ed egli fece ritorno a Babilonia, dove stabilì la capitale.
Il regno di Alessandro aveva dimensioni smisurate e non poteva essere governato dall’aristocrazia macedone ed egli per amministrarlo si rivolse ai satrapi persiani. Inoltre non impose la cultura greca, rispettando le tradizioni di ogni popolo e volle fare propri i costumi e i diversi culti dei popoli, con l’obiettivo di assicurarsene la fedeltà.
Egli morì però molto giovane all’età di soli 33 anni, nel 323 a.C., vittima di una misteriosa malattia o forse in seguito a un avvelenamento da parte dei suoi oppositori.


Dopo la morte di Alessandro Magno

Successivamente alla morte di Alessandro dato che non aveva figli in grado di governare un regno si dovevano contendere il trono Perdicca , che aveva ricevuto il sigillo reale dal re poco prima della morte, e coloro che collaborarono con egli. Ben presto Perdicca e la famiglia di Alessandro furono eliminati e i contendenti rimasti furono chiamati “diadochi” ossia successori, tra i quali iniziò un' interminabile serie di guerre. Il fatto che Alessandro durante il suo potere aveva assegnato poteri politici ai persiani ormai conquistati non fu tanto appoggiato, infatti non appena morì quest'ultimo morì tutti i persiani al potere politico furono sostituiti con greci o macedoni. L'ultimo tentativo delle poleis greche di riconquistare la loro autonomia fu facilmente represso. Infatti Demostene, approfittando della morte di Alessandro cercò di rendere Atene una città nuovamente autonoma ma fallì nel suo intento perché il viceré macedone, Antipatro soffocò la ribellione. Ciò ad Atene ebbe due grandi conseguenze: abbandono della democrazia, suicidio di Demostene. Atene oramai sconfitta non si abbandono dalla sua prestigiosa cultura grazie soprattutto alle scuole che vi avevano sede fondate da vari personaggi: Platone, Epicuro e Zenone. Così come Atene, Sparta e tutte le altre città greche furono ridotte in terz'ordine. Le guerre tra i diadochi durarono per molti anni quasi venti. Non si ebbe un vero e proprio “vincitore” ma si frantumò il regno in altri piccoli sotto la guida dei principali generali.

I regni macedoni
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Preso il controllo del loro regno, ciascun generale sviluppo una storia vera e propria del suo. Il regno che cessò per ultimo fu quello d' Egitto(30 a. C.).Il regno di Siria fu fondato dal generale Seleuco e ingrandito dal figlio Anioco. Questo regno comprendeva la maggior parte dell'impero di Alessandro ma questo regno era difficile da controllare. Il regno di macedonia fu governato dapprima da Antipatro e poi da Antigono, il quale diede inizio alla dinastia degli Antigonidi. Esso continuò a dominare sulla Grecia sino al II secolo a. C.
Il regno di Battria rappresentava un regno con caratteristiche originali grazie alla commistione tra elementi greci e indiani. Nel regno d' Egitto le cose erano diverse: per avere più potere, il generale Tolomeo, fece credere agli egizi che la sua era l' ultima stirpe dei faraoni. La capitale fu stabilita ad Alessandria, città fondata da Alessandro Magno nella quale fu sepolto per dire che i Tolomei erano veri eredi del fondatore dell'impero.


L'ellenismo

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Scultura del periodo ellenistico: Il Laocoonte e i suoi figli.

Dopo la morte di Alessandro iniziò il periodo ellenistico che durò circa tre secoli. Il termine ellenismo sta ad indicare il forte influsso che la civiltà greca ebbe sulle altre popolazioni.
Anche i greci subirono una trasformazione, essi vennero influenzati dalle popolazioni orientali in due aspetti della vita civile: la religione e l'istituzione monarchica.
Gli uomini non erano più considerati cittadini, ma sudditi. Infatti il sistema delle poleis era definitivamente finito con la fondazione dei regni ellenistici, governati da sovrani assoluti. Precedentemente un cittadino era parte attiva della vita della polis, ma durante l'ellenismo un individuo non era altro che un suddito.
Le diverse religioni convivevano ed in alcuni casi si fondevano. Anche la religione greca venne influenzata dalle altre religioni, in particolare da quelle orientali, infatti accanto agli dèi dell'olimpo si accantonarono culti di divinità orientali.
L'ellenismo ebbe notevoli mutamenti anche dal punto di vista economico: per coniare le monete i greci usarono il tesoro persiano, vennero create grandi banche e il mercato si allargò a dismisura. Purtroppo la ricchezza si distribuì in modo ineguale.
Il greco diventò un importante fattore di unione: era la lingua comune. Il greco veniva parlato dal Mediterraneo al cuore dell'oriente e questo fenomeno di avvicinamento delle varie civiltà fu imponente.

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La nuova Biblioteca d'Alessandria d'Egitto

La cultura della civiltà ellenistica conobbe un grande sviluppo. Vennero costruite diversi centri di ricerca protetti dai sovrani ellenistici. Tra queste istituzioni la più importante fu la Biblioteca fondata ad Alessandria dai Tolomei. La Biblioteca di Alessandria d'Egitto raccolse tutto il patrimonio letterario e scientifico dei greci. Per la prima volta gli studiosi poterono disporre di un patrimonio di sapere che non aveva uguali nel mondo.
In questo periodo crebbero anche le conoscenze scientifiche, tra cui la medicina, l'astronomia, la matematica, la fisica, la geografia e l'ingegneria che raggiunsero, in quest'epoca, il livello più alto dell'antichità.
Per quanto riguarda la medicina e l'astronomia i medici alessandrini iniziarono a praticare la dissezione del corpo umano, uno degli astronomi più famosi dell'epoca, Aristarco di Samo, sostenne la teoria che fosse la terra a ruotare attorno al Sole, Erastotene di Cirene, altro astronomo, riuscì a determinare approssimativamente la circonferenza della Terra e Claudio Tolomeo confutò la teoria eliocentrica. Nel campo matematico fu importantissima la figura di Euclide che fissò le basi dello studio geometrico. Nella fisica e nella meccanica si distinse Archimede di Siracusa che studiò il galleggiamento dei corpi, il piano inclinato e i principi matematici della leva.
L'età ellenistica vide un grande sviluppo in campo geografico grazie alle esplorazioni e alle conoscenze geografiche le quali erano limitate al Mediterraneo. Attorno al 330 a.C. Un marinaio partì dalla sua città per esplorare le regioni dell'Atlantico settentrionale.
Anche la poesia e la letteratura conobbero un notevole cambiamento: il libro divenne uno strumento essenziale per la comunicazione e la conservazione del patrimonio letterario sostituendosi alla comunicazione orale.Le principali filosofie greche erano l'Epicureismo, elaborato dall'ateniese Epicuro, e lo stoicismo, elaborato da Zenone di Ciro. Gli ideali proposti da queste filosofie erano la mancanza di turbamento (atarassìa) e la mancanza di passioni (apatìa). Lo stoicismo e l'epicureismo, però, presentavano enormi differenze. Lo stoicismo proponeva un ideale di vita rigido ed inflessibile, che escludeva ogni debolezza e poneva un freno razionale alle passioni. L'epicureismo, invece, predicava un ritiro prudente dagli affari del mondo. Solo evitando ciò che produce desiderio, e cioé dolore si può conseguire il piacere dato dalla serenità.
Un'altra grande novità dell'epoca fu il mutamento della condizione femminile. Le donne non erano più solo oggetti usati per generare figli, ma cominciarono ad essere considerate dotate di pensiero e ragione. Esse potevano uscire liberamente, assistere agli spettacoli teatrali e amministrare il patrimonio. Inoltre, alcune scuole di pensiero sostenevano che le donne avevano le stesse capacità degli uomini e che dovevano quindi avere gli stessi diritti.


Aristotele

Aristotele
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Aristotele nacque a Stagira (una città della Grecia settentrionale) nel 384 a.C.
Da giovane si trasferì ad Atene dove ebbe come maestro Platone, successivamente Filippo II re di Macedonia, gli chiese di educare suo figlio Alessandro. Aristotele offrì ad Alessandro una cultura totalmente greca, e gli trasmise la passione per la poesia e le opere di Omero, che fu sempre l'autore prediletto da Alessandro. Successivamente, dopo aver compiuto il suo incarico, tornò ad Atene dove fondò la sua scuola, il Liceo. Morì nel 322 a.C., un anno dopo la scomparsa di Alessandro Magno.
Aristotele inaugurò un tipo di cultura che sarà poi sviluppata dalla società ellenistica: una cultura fondata su una precisa organizzazione degli studi e su un piano di ricerca interdisciplinare. Egli lavorava insieme ai suoi scolari per raccogliere e analizzare informazioni sui più svariati campi di sapere. Con Aristotele la cultura greca fece un passo decisivo proponendosi come neutrale e interessata solo alla ricerca in quanto tale.